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Proposta di Legge - 2014-12-18
Il nostro Consigliere Nazionale e Referente Regionale Sicilia Santi Laganà Relatore al Convegno di Studi su:

“Pedagogisti ed Educatori tra formazione e lavoro – Riflessioni proposte e confronti a più voci”

organizzato dalla Società Italiana di Pedagogia (Siped), l’Università degli Studi di Catania – Dipartimento di Scienze della Formazione.

Si è discusso della Proposta di Legge 2656/2014 – Disciplina delle professioni di educatore e di pedagogista e del Disegno di Legge 1260/2014 – Disposizioni in materia di sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni

Il Consigliere Nazionale Santi Laganà ha presentato una serie di emendamenti alla Proposta di Legge 2656/2014 – Disciplina delle professioni di educatore e di pedagogista, emendamenti approvati dal Consiglio Nazionale della P.ED.I.AS. nella seduta svolta a Roma il 6 dicembre u.s..

Di seguito, quelle che a nostro avviso sono le criticità del testo originario:

1. nella prolusione della P.d.L. (Proposta di Legge) c’è scritta una cosa che è un errore grossolano sotto il profilo giuridico (… Tali corsi di laurea, inizialmente quadriennali, sono stati riconvertiti in laurea di 1° livello (prima in classe 18 poi in classe 19), a partire dall'anno accademico 2000/2001. …). Il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione v.o. (quadriennale) al di là se I, II o III Indirizzo non è stato riconvertito “… prima in classe 18 poi in classe 19 …”, ma prima con Decreto Interministeriale 18 giugno 1998 - G.U.R.I. del 21 luglio 1998 ne è stata sancita l’equipollenza con la Laurea in Pedagogia v.o. e dopo con Decreto Interministeriale 9 luglio 2009 – G.U.R.I. del 7 ottobre 2009 n. 233 ne è stata sancita l’equipollenza con la Laurea Specialistica Classi 56 - 65 - 87 e la Laurea Magistrale Classi 50 – 57 - 85 – 93. Mi permetto solo di ricordare a me stesso prima che a voi, ciò, perché c’è una confusione anche in ambito accademico, che la professione sia data dall'indirizzo dello stesso. Sotto il profilo giuridico non è così. La professione è data esclusivamente dal titolo accademico, nel nostro caso “Scienze dell’Educazione v.o.” titolo accademico che ai sensi dell'Articolo 13, Comma 7 del Decreto M.I.U.R. 270/2004 ha diritto al titolo di Dottore Magistrale e che con i Decreti M.I.U.R. su citati è stato sì riconvertito, ma in Laurea Specialistica prima e Laurea Magistrale dopo;

2. nella prolusione alla P.d.L. non vi sono richiamati i percorsi che si vogliono attivare per poter inserire gli Educatori e i Pedagogisti nel Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.);

3. nella prolusione alla P.d.L. nessun richiamo al Pedagogista. La prolusione è praticamente incentrata al 99% sull'Educatore;

4. nella prolusione, nell'Articolo 1 (Oggetto), nell'Articolo 2 (Definizione) e anche in altre parti della P.d.L., viene stravolto l’ambito dell’Articolo 2 del Decreto Legislativo 16 gennaio 2013 n. 13. Tale articolo parla di ambiti d’apprendimento (formale – non formale – informale) e non di ambiti lavorativi. Nella prolusione e negli articoli citati, si fa dell’Articolo 2 del D. Leg.vo 13/2013 su indicato riferimento ad ambiti lavorativi. È un errore interpretativo;

5. le “Definizioni” di cui all’Articolo 2 non sono esaustive dello sviluppo professionale così come lo conosciamo nelle variegate declinazioni negli ambiti lavorativi e come presenti nei mansionari dei C.C.N.L.;

6. gli Articoli 3, 4, 6 e 10 andrebbero aboliti. Nelle norme non si declinano mai ambiti, servizi e attività in quanto le norme, le leggi per loro natura ‘DEFINISCONO’, creano confini che non possono essere superati se non con un’altra legge o con la modifica della legge e si corre il rischio di inserire un milione di ambiti, servizi e attività, ma si esclude il milione + 1. È talmente vero ciò che la Legge 56/89 che ha ordinamentato la professione di Psicologo, definisce tale professione indicandone ambiti, servizi e attività, all’Articolo 1 in tre righe e mezzo;

7. gli Articoli 7 e 11 contengono delle criticità sul versante della non previsione delle equipollenze con i corsi di laurea di I livello precedenti alla L/19 e con i corsi di laurea v.o./specialistiche. Inoltre, mai nelle norme e nelle leggi, che “DEFINISCONO” inserire le definizioni dei percorsi accademici come è stato fatto per le L/M (Articolo 11), in quanto molte Università hanno definito, nella loro autonomia, le classi di L/M con nomi diversi. Sempre all’Articolo 11 ci si è dimenticati della L/M 93 che per Decreto M.I.U.R. è anch'essa equipollente al v.o./specialistiche/magistrali. Questi articoli sono focolai di contenzioso e una P.d.L. che aspiri a diventare Legge dello Stato non deve avere al suo interno tali “Virus” in quanto ci sono moltissime Leggi dello Stato approvate dal Parlamento, pubblicate sulla G.U.R.I. che non trovano attuazione per l’elevatissimo contenzioso che innescano in quanto i testi sono contraddittori con altre leggi non modificate;

8. l’articolo 14 (Corsi post-laurea) è irricevibile sotto il profilo giuridico e scientifico, perché sia la Legge 14 gennaio 2013 n. 4, sia il Decreto Legislativo 16 gennaio 2013 n. 13 affidano la formazione dei professionisti, la Legge 4/2013 alle Associazioni Professionali e il D. Leg.vo 13/2013 a qualsiasi agenzia educativa e formativa (Apprendimento non formale). Rivendicare da parte delle Università l’esclusività del “Post-laurea” sarà fonte di contenzioso ai sensi delle norme su citate, ma anche da un punto di vista scientifico questa esclusività non regge. La professione negli ultimi 30 anni e forse più, si è andata affermando nel mondo del lavoro grazie a ricerche, modalità di intervento e altro che sono state sperimentate e sperimentate con successo sul campo direttamente dai professionisti. L’Università deve avere il “Post-laurea?”, certamente, ma deve confrontarsi con altre Agenzie Formative di rango privato, molte delle quali ad altissimo livello, che fanno il “Post-laurea” da almeno 30 anni. Approvata la P.d.L. così come presentata si buttano in aria almeno 50 Agenzie Formative in tutto il territorio nazionale. Ancora, stesso errore su citato, mai declinare in una legge le aeree di approfondimento, in questo caso del “Post-laurea” perché significherebbe quelle e quelle sole. È un errore. Abbiamo una qualche esperienza internazionale e possiamo garantire che in Europa (Gran Bretagna, Germania, Belgio, ecc.), ma anche negli U.S.A., le Università sul “Post-laurea” chiedono alle Associazioni Professionali il riconoscimento, appunto, professionale. Ciò è anche accaduto in Italia. Le Facoltà di Giurisprudenza delle Università degli Studi di Macerata e Messina nel bandire Master di II Livello in Mediazione Familiare, hanno chiesto e ottenuto il riconoscimento dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari (A.I.Me.F.);

9. l’articolo 15 ha una criticità. Se vogliamo che Educatori e Pedagogisti lavorino anche in ambito sanitario, è necessario all’interno della P.d.L. prevedere i percorsi normativi perché questo avvenga, e ciò non è assolutamente presente nella P.d.L. “Iori e altri”. Inoltre, se anche si entrasse nella “Sanità”, la “Collocazione professionale” non potrebbe più essere la Legge 14 gennaio 2013 n. 4 in quanto tale legge è chiara e non riguarda le professioni inserite nell'Elenco delle professioni sanitarie;

10. in ultimo, ma non perché ultima cosa, la P.d.L. “Iori e altri” ha completamente dimenticato che una Legge dello Stato che va a definire delle professioni che insistono nel panorama professionale da moltissimi decenni, non può non prevedere “Le norme transitorie”. Tali norme transitorie vanno a sanare tutte quelle situazioni di confine che leggi e norme precedenti hanno permesso e che la P.d.L. non permette più. Se la P.d.L. prevede giustamente l’esclusività della formazione universitaria per Educatori e Pedagogisti e ne definisce l’esclusività, anche dei percorsi di Laurea e Laura Magistrale, tutto quello che è successo prima va sanato. Se ciò non è previsto scatteranno immediatamente migliaia di ricorsi ai T.A.R. e al Consiglio di Stato che bloccherebbero tutti i concorsi e le assunzioni che farebbero riferimento alla futura Legge “Iori e altri”, rendendola di fatto inapplicabile.

Il testo della P.d.L. emendato dalla P.ED.I.AS. è stato inviato il 16 dicembre u.s. alla Società Italiana di Pedagogia (Siped) con preghiera di farlo pervenire all’On. Prof.ssa Iori prima firmataria della P.d.L..

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